Il Mezzosoprano Elena De Simone interpreta
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Il Mezzosoprano Elena De Simone interpreta

08 Aprile 2019

Sabato 27 aprile alle h 16.30 nella Sala del Redentore della Chiesa di Santa Croce a Padova (via Marghera 38) il mezzosoprano Elena De Simone, accompagnata al pianoforte dal musicista Federico Caldara, proporrà alcuni brani tratti dalla ricerca storico-musicale “Compositori in Veneto”.

La chiesa di Santa Croce sorge nel Borgo di Santa Croce, zona meridionale di Padova contenuta dalle mura cinquecentesche ed è l’unica chiesa di Padova in stile rococò.  La posa della prima pietra risale al 1737 su progetto di Francesco Vecellio padre somasco (Preposito Generale, letterato ed architetto);  l’edificio fu consacrato il 9 giugno 1749 dal Cardinal Carlo Rezzonico.

Il Programma del concerto comprende i seguenti brani:  B.Marcello "Quella fiamma che m’accende"; A.Vivaldi  "Vedrò con mio diletto"; B.Galuppi  "Di questa poverella";  G.Facco "Clori pur troppo bella"; di A.Hasse "Deh se piacer mi vuoi"; A. Caldara "Talor di sdegno ardente" e M.T.Agnesi  "Talor di sdegno ardente".

Il progetto "Clio", a cura dell'associazione culturale G.B.Belzoni, sarà presentato da Vincenzo Cùnsolo. Relatori Pietro Casetta e Gianluigi Peretti.  Ingresso libero.

Masha Sirago incontra Elena De Simone:

Quando nasce la tua passione per la musica classica?

La mia passione per la musica classica è nata quando ero ancora una bambina, quasi per caso. Avevo circa 5 anni quando mio padre notò che canticchiavo uno spot pubblicitario, si trattava della melodia dell’aria di G. Bizet “Habanera”.  Mi comprò allora una videocassetta dell’opera Carmen, col risultato che la guardavo continuamente e canticchiavo quasi tutte le melodie presenti. Ma l’amore vero e proprio è nato quando mio padre mi portò le videocassette delle opere “Don Giovanni” e “Le Nozze di Figaro” di W.A. Mozart. Dopo averle ascoltate decisi che il mio destino sarebbe stato quello della cantante lirica. Cominciai così a suonare il pianoforte all’età di 11 anni, in quanto mi venne detto che ero troppo giovane per studiare canto.

Quali sono stati i tuoi studi?

A 18 anni mi sono iscritta in Conservatorio e, dopo alcune peripezie, sono riuscita a diplomarmi sia in canto, sia in pianoforte. In seguito ho approfondito lo studio del canto con diversi maestri, ma la cantante a cui debbo di più è l’ormai scomparsa Montserrat  Caballè.  Fu lei a insegnarmi la tecnica della respirazione e a dirmi finalmente che la mia voce era quella di un mezzosoprano. La voce del mezzosoprano infatti è piuttosto rara e difficile da riconoscere, soprattutto se molto estesa.

Quando nasce la tua passione per la musica barocca?

 La passione per la musica barocca si è sviluppata durante i miei studi artistici. Da grande appassionata di W. A. Mozart , è stato per me in un certo senso naturale avvicinarmi alla musica del XVIII secolo e a volerne conoscere e scoprire le infinite sfaccettature. Questo è stato il percorso che mi ha portato ad essere, oltre che una cantante, una trascrittrice. Molta della musica di questo periodo è infatti ancora sconosciuta al pubblico e rimane da secoli appannaggio delle biblioteche. Uno dei miei scopi è quindi quello di “riportare in luce” quanta più musica è possibile.

Quando hai scoperto di avere una voce da cantante lirica?

Ho sempre sentito una certa facilità nel cantare, che risale a quando ero davvero molto piccola, ho cominciato a cantare le prime arie d’opera all’età di 6 anni.

Quale cantante lirica è stata ed è modello di ispirazione?

Come modello di ispirazione non ho un’unica cantante, ma spesso studio il modo di cantare di molte grandi interpreti, quali Fiorenza Cossotto, Grace Bumbry, Shirley Verrett, Marilyn Horne. Mi piace inoltre cercare di ricostruire il modo di cantare di famosi  castrati del passato quali Farinelli, Caffarelli, Guadagni, Carestini ed altri, attraverso la scrittura delle arie che erano state pensate per loro.

In quali teatri e sale hai cantato?

Al Teatro Comunale di Treviso ho cantato un’opera contemporanea, “Aura” di Luca Mosca; al Teatro Sociale di Trento ho cantato “Il diavolo in giardino”, un’opera contemporanea di Franco Mannino; alla Sala dei Giganti a Padova ho cantato Vivaldi e Händel in un concerto di musica barocca; alla Palazzina Liberty a Milano in un concerto con musiche barocche; al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto ho cantato gli intermezzi “Pinpinone” di T. Albinoni, “Dirindina” di D. Scarlatti e “L’uccellatrice” di N. Jommelli (realizzando un dvd per la Dynamic); nella Piazza Grande di Bergamo ho cantato la “Carmen” di Bizet.

Quale opera desidereresti cantare in un teatro lirico?

La mia opera preferita è sempre stata “Don Giovanni” di W.A. Mozart, ed essendo veneta, la mia più grande aspirazione sarebbe di interpretare questa somma opera  al Teatro La Fenice di Venezia. Certo che mi piacerebbe anche cantare al Metropolitan di New York, all’ Opéra  di Parigi, al Covent Garden di Londra, ma al momento resto coi piedi per terra.

Secondo te qual è il compositore che ha saputo più di tutti interpretare l’animo femminile in un’opera lirica?

Questa non è una domanda facile. In un certo senso ci si potrebbe chiedere quale compositore fra tutti è stato in grado di descrivere l’animo umano, ed anche in questo senso non ci sarebbe una risposta immediata. Personalmente ritengo che il compositore che meglio descrive l’animo umano sia Mozart, ma chiaramente ognuno può trovare una risposta diversa a questa domanda. In quanto all’animo femminile, sarei portata istintivamente a rispondere: una donna! Recentemente ho avuto la grande fortuna di “incontrare” una compositrice del ‘700 .  Stavo cercando delle arie di B. Galuppi, quando mi sono accorta di un manoscritto di Maria Teresa Agnesi.  Immediatamente ho cominciato a trascriverlo e a studiarne le arie, e ad ogni passo il mio stupore aumentava. Non solo quella donna era in grado di comporre, ma la sua musica era di una tale bellezza da suscitare in me emozioni simili all'ascolto del mio compositore preferito Mozart.

Com’è nato e perché il progetto del Cd dedicato alla compositrice Maria Teresa Agnesi?

Il progetto del Cd dedicato ad alcune arie di Maria Teresa Agnesi, nasce come omaggio a questa compositrice che in vita ha dovuto affrontare diverse difficoltà dovute al suo sesso. Lo scopo è sempre quello di far conoscere al pubblico musica altrimenti dimenticata, forse ingiustamente. Insieme a me hanno partecipato al progetto L’ensemble Il Mosaico, il maestro Gianfranco Messina, la musicologa Pinuccia Carrer e la maestra Barbara Petrucci. Il Cd uscirà a breve per la casa discografica Tactus come seguito del primo Cd dedicato ad arie inedite di A. Hasse. E' stato emozionante per me  cantare lo scorso anno in concerto al Teatro Filodrammatici di Milano sia arie di Hasse che della Agnesi, dove peraltro tu cara Masha hai presentato l'evento, con Gianfranco Messina al clavicembalo  e Andrea Stringhetti al violoncello. Ricordo che si è  creata una straordinaria atmosfera retrò che mi ha fatto sognare  di attraversare la strada, dopo esser uscita dal Filodrammatici, ed entrare nel teatro attiguo: la Scala. Un sogno!

(www.elenadesimone.it )

Masha Sirago, ph © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, m.sirago@lideale.info - www.mashasirago.com